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sabato 19 settembre 2026 Testata di informazione e tutela dei consumatori A cura di Sportello Consumatori
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Mobbing orizzontale

Il mobbing orizzontale è una forma di persecuzione sistematica attuata dai colleghi di lavoro. Scopri come riconoscerlo, le conseguenze e le azioni da intraprendere per

Mobbing orizzontale

Il mobbing orizzontale rappresenta una forma di violenza psicologica che si manifesta sul posto di lavoro, non per mano di superiori gerarchici, ma da parte di uno o più colleghi di pari livello. Questa dinamica consiste in una serie di comportamenti ostili, ripetuti e sistematici, finalizzati a isolare, screditare e danneggiare un lavoratore, minandone la salute psicofisica e la posizione professionale.

Come si manifesta il mobbing orizzontale

Le condotte che configurano il mobbing orizzontale possono essere molto varie e spesso subdole. L’obiettivo è sempre quello di creare un ambiente di lavoro ostile per la vittima, spingendola all’emarginazione o alle dimissioni. Le motivazioni possono spaziare dall’invidia per le competenze professionali alla competizione per una promozione, fino a semplici antipatie personali che degenerano in persecuzione.

Tra i comportamenti più comuni rientrano:

  • Isolamento sistematico: La vittima viene esclusa dalle conversazioni, dalle pause caffè, dalle riunioni informali e dalle comunicazioni di lavoro non essenziali.
  • Pettegolezzi e calunnie: Vengono diffuse voci false o denigratorie sulla vita privata o sulle capacità professionali del lavoratore.
  • Sabotaggio del lavoro: Informazioni cruciali vengono nascoste, scadenze vengono comunicate all’ultimo momento o il lavoro svolto viene danneggiato o criticato ingiustamente.
  • Aggressioni verbali e umiliazioni: La vittima è oggetto di battute offensive, critiche costanti e ingiustificate, spesso anche di fronte ad altri colleghi.
  • Pressione psicologica: Si crea un clima di costante tensione e controllo, con l’intento di far sentire la persona inadeguata e costantemente sotto esame.

Perché si possa parlare di mobbing, è fondamentale che queste azioni non siano episodi isolati, ma parte di una strategia persecutoria prolungata nel tempo.

Le conseguenze sulla salute della vittima

L’esposizione continua a un ambiente di lavoro tossico ha effetti devastanti sulla salute della persona mobbizzata. Le conseguenze non sono solo psicologiche, ma si manifestano anche a livello fisico, compromettendo il benessere generale e la capacità lavorativa. La vittima può sviluppare un profondo senso di sfiducia, inadeguatezza e paura, che spesso la porta a isolarsi ulteriormente.

I disturbi più frequentemente associati al mobbing includono:

  • Disturbi d’ansia e attacchi di panico.
  • Depressione e deflessione del tono dell’umore.
  • Disturbi del sonno e dell’alimentazione.
  • Problemi di concentrazione e calo del rendimento professionale.
  • Sintomi fisici legati allo stress, come mal di testa, disturbi gastrointestinali e tensioni muscolari.

In molti casi, la situazione diventa così insostenibile da costringere il lavoratore a licenziarsi per proteggere la propria salute.

La responsabilità del datore di lavoro

Anche se le condotte vessatorie sono poste in essere dai colleghi, il datore di lavoro non è esente da responsabilità. La legge impone all’azienda l’obbligo di tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei propri dipendenti, garantendo un ambiente di lavoro sicuro e salubre. Questo dovere di protezione si estende anche alla prevenzione di fenomeni come il mobbing.

Se il datore di lavoro è a conoscenza della situazione di mobbing orizzontale e non interviene con misure adeguate per farla cessare, può essere ritenuto corresponsabile per i danni subiti dal dipendente. L’inerzia o la tolleranza verso tali comportamenti costituisce una violazione degli obblighi di tutela. Di conseguenza, la vittima può agire legalmente non solo contro i colleghi responsabili, ma anche contro l’azienda per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti.

Cosa fare per difendersi

Subire mobbing è un’esperienza logorante, ma è fondamentale non rimanere in silenzio e agire per tutelare i propri diritti. La prima cosa da fare è prendere consapevolezza della situazione e iniziare a raccogliere le prove necessarie per dimostrare la persecuzione.

Ecco alcuni passi concreti da seguire:

  • Documentare ogni episodio: Tenere un diario dettagliato in cui annotare ogni comportamento ostile, specificando data, ora, luogo, persone presenti e una descrizione precisa dell’accaduto.
  • Conservare le prove scritte: Salvare email, messaggi, chat o qualsiasi comunicazione scritta che possa dimostrare le condotte vessatorie.
  • Cercare testimoni: Individuare eventuali colleghi che abbiano assistito ai fatti e che siano disposti a confermare la vostra versione.
  • Informare formalmente l’azienda: Segnalare la situazione per iscritto (ad esempio tramite PEC o raccomandata) alla direzione del personale o a un superiore, chiedendo un intervento.
  • Consultare un medico: Rivolgersi al proprio medico di base o a uno specialista per certificare i disturbi psicofisici causati dalla situazione lavorativa. I certificati medici sono una prova fondamentale in un’eventuale causa legale.
  • Chiedere supporto legale: Contattare un’associazione di tutela dei consumatori o un avvocato specializzato in diritto del lavoro per valutare le azioni da intraprendere.

Agire tempestivamente è cruciale per porre fine agli abusi e ottenere il giusto risarcimento per i danni subiti.

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