Irregolarità negli appalti. Non si fermano neanche davanti alla Polizia. In manette Manager e Funzionari.

Napoli: 12 misure cautelari e sequestro di 50 mln di euro nell’ambito dell’inchiesta sui lavori per il Centro Elettronico Nazionale della Polizia di Stato.

Fra i destinatari il Prefetto Fioriolli, ex Questore di Napoli, ora agli arresti domiciliari, ed i prefetti Nicola Izzo e Giovanna Iurato, per i quali a Procura di Napoli ha chiesto l’interdizione dai pubblici uffici.

Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono invece state emesse, oltre che per il provveditore delle opere pubbliche della Campania e del Molise sino al 2010, Mauro Mautone, anche per l’ex amministratore delegato della Elsag Datamat, Carlo Gualdaroni, ora amministratore di Telespazio, Francesco Subbioni, a sua volta manager di Elsag, e Lucio Carmine Gentile.

Ai domiciliari anche Guido Nasta, collaboratore di Subbioni, Luigi De Simone e l’imprenditore pugliese Enrico Intini. Obbligo di presentazione alla pg per Roberto La Rocca, Fabrizio Zanella, Antonio Burinato e Paolo Gustuti.

Le accuse: corruzione, turbativa d’asta, frode in pubbliche forniture.

Al centro, la realizzazione del progetto per la creazione di sistemi di videosorveglianza nel territorio di Napoli e provincia, per poi giungere alla realizzazione di un sistema informatico complesso nel quale far confluire tutti i dati raccolti attraverso la rete di videosorveglianza, il cosiddetto Cen, centro elaborazione nazionale da collocare nel costituendo centro polifunzionale della polizia di Stato, previsto nella legge regionale campane 16/04.

Gli appalti al centro dell’indagine sono quelli per la ristrutturazione del commissariato di polizia Decumani, quello per la videosorveglianza del Comune di Napoli, quattro appalti nella provincia di Napoli, nonché l’appalto per il trasferimento, il consolidamento e l’ottimizzazione nella gestione del Cen.

L’inchiesta è l’unica tranche rimasta a Napoli di una più corposa indagine su irregolarità negli affidamenti di appalti nell’ambito del cosiddetto ‘pacchetto sicurezza’ a società del gruppo Finmeccanica.

In particolare l’appalto per il Cen, che da Roma sarebbe stato portato nel capoluogo campano, riguarda un affidamento a lavori per 37 milioni di euro.

Oltre a quattro provvedimenti di custodia cautelare in carcere e ad altri quattro con la concessione del beneficio dei domiciliari, notificati anche quattro provvedimenti restrittivi dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Sempre facendo salvo il principio della presunzione d’innocenza, ci chiediamo: Ma se i tentativi di affidamenti illeciti non si fermano neanche dinnanzi a lavori da svolgere per conto della Polizia di Stato, qual è sarà il fondo che questo sistema politico/amministrativo deve toccare prima di cominciare a risalire?

 

 

 

Fonte: Notizie dal Web

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