Il trasporto pubblico italiano è in crisi

Trasporto pubblico
Trasporto pubblico

Il trasporto pubblico in Italia è in crisi. Sarebbe questa la conclusione dell’ultima indagine mirata a valutare lo stato dei servizi di trasporto italiani. Una notizia che di certo non sorprenderà i pendolari e tutti coloro che effettuano i loro spostamenti quotidiani con i mezzi pubblici. Ritardi, spazi non adatti a contenere un numero elevato di passeggeri, scioperi e inspiegabili cancellazioni, sono solo alcuni dei disagi patiti. Per questo molti decidono di usare la propria auto, pur consapevoli dei costi da affrontare come ad esempio quelli del carburante e delle polizze assicurative. Per risparmiare, almeno su questo ultimo fronte, si potrebbe allora pensare di valutare le proposte del web, magari informandosi su Direct Line e le sue offerte, o su Quixa e gli altri operatori del web e valutare se sono in grado di offrire soluzioni adatte alle proprie esigenze.

Trasporto pubblico in Italia

Il trasporto pubblico e le nuove forme di mobilità adottate dagli italiani sono gli argomenti descritti da un’interessante indagine realizzata da Alix Partners, nota società di consulenza a livello internazionale. I risultati dello studio intitolato “Nutrire la mobilità del futuro” sono stati presentati nel corso della manifestazione #FORUMAutoMotive, promossa dal capoluogo lombardo. Un’importante occasione di incontro tra i principali player del settore automotive, per discutere e proporre nuove idee e progetti che possono migliorare l’universo della mobilità.

Secondo i dati presentati il sistema di trasporto pubblico italiano versa in un vero stato di crisi, superabile solo con un investimento di circa 40 miliardi di euro, da distribuire in vari tipi di interventi da realizzare nei prossimi 10 anni. Rinnovare le reti metropolitane e tranviarie, potenziare il parco mezzi su gomma e su materiale rotabile, abbassare l’età media dei mezzi, sono solo alcune delle proposte presentate. Intervenire sul trasporto pubblico significherebbe colmare il grande divario che c’è tra l’Italia e le altre nazioni europee e compiere così un passo importante nel processo di integrazione.

Nuove forme di mobilità

In tema di mobilità la novità non mancano di certo. Il car e il bike sharing sono due valide alternative adottate da un pubblico sempre maggiore. Il car sharing in modo particolare, avrebbe registrato rispetto al 2013 una crescita del 70% con oltre 5 milioni di utenti. Tra le città in cui il servizio riscuote maggiore successo, domina Milano. Anche il noleggio di bici riscuote un grande successo, con picchi significativi durante la bella stagione.

Unica nota dolente è il numero ridotto di mezzi messi a disposizione dei cittadini. Secondo lo studio, per superare il divario che separa l’Italia dagli standard europei di mobilità, bisognerebbe puntare sul rinnovo delle infrastrutture e sull’ampliamento del parco mezzi, con un investimento di 20 miliardi per lo sviluppo di infrastrutture, 9,5 miliardi per l’adeguamento del parco mezzi e 10 per rendere la mobilità urbana più sostenibile.

Uso delle auto

Nettamente in calo è l’uso dell’auto privata, considerata da alcuni un “bene di lusso” per gli elevati costi di gestione, e da altri come un servizio non necessario. Le vetture a noleggio sono infatti una valida alternativa, apprezzata soprattutto dai più giovani che spesso non possiedono le risorse necessarie per acquistare una nuova vettura. Anche le auto elettriche sembrano riscuotere un discreto successo. Unica nota dolente sarebbe la scarsa presenza sul territorio di stazioni per il servizio di ricarica.

 

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