Come funzionano i prestiti Inpdap per pensionati

Per i lavoratori e pensionati del settore pubblico iscritti alla gestione ex Inpdap, dal 2012 confluita nell’INPS, esistono dei particolari prestiti con agevolazioni che permettono di richiedere piccole cifre oppure di risolvere determinate situazioni con un rimborso pluriennale. Anche se, dopo il Decreto Salva Italia del 2011, sarebbe più opportuno parlare di prestiti INPS per pensionati, molti si riferiscono a loro ancora come prestiti Inpdap per pensionati. Vediamo un po’ quali sono e come funzionano.

Le modalità di accesso e i tipi di prestiti Inpdap per pensionati

prestiti Inpdap si rivolgono ai pensionati della pubblica amministrazione che aderiscono al Fondo credito dell’Istituto, così come alle loro famiglie.

Se sei un iscritto all’Inpdap sei obbligato a iscriverti a questo Fondo, se sei invece iscritto ad altri enti o istituti che aderiscono al Fondo, l’iscrizione è facoltativa. Bisogna inoltre risultare iscritti alla Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali.

Sul sito dell’INPS puoi fare le richieste in via telematica, dopo essersi iscritti e aver ricevuto le credenziali di accesso. Per i pensionati la via telematica è l’unica possibile per richiedere sia il Piccolo Prestito che i prestiti pluriennali.

Inpdap prevede diverse tipologie di finanziamento per pensionati, a seconda della finalità del prestito e della somma richiesta: il Piccolo Prestito oppure i prestiti pluriennali diretti.

Il Piccolo Prestito Inpdap

Il piccolo prestito ti fornisce una somma in denaro per rispondere a improvvise e urgenti necessità dell’iscritto alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali e viene concesso nei limiti delle disponibilità di bilancio previste annualmente.

Per ottenere un Piccolo Prestito Inpdap non è necessario fornire una motivazione specifica, né una documentazione di spesa. Puoi richiedere una somma pari a massimo una mensilità media netta di pensione nel caso di durata annuale, due mensilità per i prestiti biennali, tre mensilità per i finanziamenti con durata triennale e quattro mensilità se il prestito ha durata quadriennale.

Devi rimborsare il prestito in 12, 24, 36 o 48 rate, costituite da una quota interessi e da una quota capitale. Sull’importo lordo della prestazione, infatti, si applicano un tasso di interesse, un’aliquota per spese di amministrazione e una per fondo rischi, secondo i seguenti valori:

  • tasso di interesse nominale annuo (TAN): 4,25%;
  • spese di amministrazione: 0,50%.

Il finanziamento ti verrà pagato in contanti presso la banca cassiera dell’Istituto o con accredito sul c/c postale o bancario che avrai indicato. In caso di morte del mutuatario l’INPS non procederà al recupero del debito rimanente.

I prestiti Inpdap pluriennali diretti

Puoi richiedere un prestito Inpdap pluriennale diretto solamente a fronte di una determinata necessità personale o famigliare. Il regolamento precisa un certo numero di casi in cui il prestito è erogabile: calamità naturali, rapina, furto e incendio; trasloco; acquisto della casa; ristrutturazioni e installazioni di impianti per l’energia rinnovabile; acquisto dell’auto; matrimonio e nascita dei figli; cure mediche e dentistiche; studi e molti altre. A seconda della motivazione varia l’importo massimo erogabile e la documentazione che è necessario fornire per attestare la necessità del prestito.

Puoi aderire a un prestito pluriennale solamente se hai almeno quattro anni di versamenti contributivi e la presentazione della domanda deve avvenire entro un anno dall’evento e/o dalla relativa documentazione di spesa.

Il prestito può avere durata quinquennale (in questo caso l’importo va restituito in 60 rate mensili) o decennale (da restituire in 120 rate mensili). La rata mensile non può essere superiore a un quinto della pensione e la restituzione del prestito ha inizio dal secondo mese successivo a quello di concessione. Anche per i prestiti pluriennali si applicano un tasso di interesse, un’aliquota per spese di amministrazione e una per fondo rischi:

  • tasso d’interesse nominale annuo del 3,50%;
  • spese di amministrazione: 0,50%.

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