Codici: ennesima sentenza persecutoria contro i padri separati

Codici: ennesima sentenza persecutoria contro i padri separati
“Voglio Papà”, ora più che mai. L’Associazione Codici rilancia una delle sue storiche campagne, quella per un rapporto equilibrato all’interno della famiglia, quella bigenitorialità sempre più sotto attacco da parte dei giudici.

“In questi mesi di polemiche, a volte fin troppo accese, sul Ddl Pillon – dichiara il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – i padri separati sono finiti in secondo piano. Nessuno ne parla, nessuno se ne preoccupa, eppure ci sono numeri che dovrebbero far riflettere, come quelli sui casi di suicidio nel 2016: 200 solo in Italia in un quadro europeo che ne ha registrati 1000. Una situazione drammatica, come dimostra anche la presenza sempre più numerosa di padri separati tra i nuovi poveri. Ciò nonostante, in un contesto del genere continuiamo a registrare sentenze che lasciano allibiti”.

Clamoroso il caso del padre disoccupato condannato dalla Cassazione perché non versa il mantenimento alla figlia. “Parliamo di un uomo che svolge lavori saltuari – spiega il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – e che non riesce a vivere con quanto guadagna occasionalmente. Bene, i giudici invece di tenere conto di questa situazione, per altro nota anche alla madre con cui si erano accordati per una cifra inferiore ai 100 euro mensili per il mantenimento, hanno emesso una sentenza di condanna nei confronti del papà, perché l’intesa non è stata omologata. È assurdo, invece di cercare di comprendere la complessità e la drammaticità di situazioni del genere, i giudici vanno a cercare i cavilli per emettere sentenze fuori dalla realtà. Non è così che si fa giustizia – conclude il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – in questo modo non si aiutano i genitori separati ed i loro figli, si aggiunge soltanto altra sofferenza all’interno di una famiglia già provata”.



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