Arsenico nell’acqua: tentiamo di fare il punto della situazione.

Iniziamo ribadendo nuovamente che non c’è nessun allarme immediato, ma solo il rischio di ordinanze di non potabilità, se i Comuni non prenderanno i provvedimenti necessari, constatiamo con piacere che qualcosa sembra iniziare a muoversi, e, dato il ritmo con cui  si susseguono notizie, comunicati e precisazioni, ci sentiamo in dovere, con questa nota, di tentare un punto della situazione.

Innanzitutto notiamo che, finalmente, il problema dell’arsenico nell’acqua che si trascina da anni e quelli che potrebbero derivare dal mancato rinnovo delle deroghe sono stati portati, in piccola parte per nostro merito, all’attenzione dell’opinione pubblica e dei consumatori.

Tutto questo ha causato una corsa a tranquillizzare ed a rassicurare i cittadini sul fatto che ii valori erano perfettamente nei limiti già da qualche tempo. La cosa ci rassicura, anche se ci incuriosisce il come sia stato possibile risolvere in pochi mesi un problema sorto nel lontano 2001.

Il problema infatti nasce con il D.Lgl 31 del 2001, che fissava il limite a 10 microgrammi/litro per l’Arsenico e che dava due anni di tempo (fino al 2003 quindi),alle Regioni per rimuovere le cause di valori superiori a 10 microgrammi/litro.

Venendo velocemente ad oggi scopriamo che a fine 2009 veniva chiesta deroga fino a 50 microgrammi/litro per la presenza dell’arsenico per 128 comuni tra cui Civitavecchia, Santa Marinella e Tolfa.

Oggi scopriamo che i valori di Civitavecchia, stando a varie dichiarazioni, sono al di sotto dei 20 microgrammi/litro, che, puntualizziamo, non è il valore consentito, ma quello per cui sono consentite deroghe temporanee, e che a Santa Marinella non esisterebbe proprio il problema.

Da qui il dubbio: Perché se i valori erano al di sotto di 20 microgrammi/litro o, addirittura, in regola  è stata comunque richiesta la deroga fino a 50 microgrammi/litro?

Che l’acqua di di Santa Marinella non abbia problemi ce lo conferma, indirettamente, l’ACEA ATO2, che ha invitato i Sindaci e le ASL di tutti i Comuni interessati (Tolfa inclusa) per discutere della potabilità delle acque, escludendo proprio questo comune, ma riteniamo che, se qualcosa di discutibile ci sia, è la richiesta di una deroga quando non necessaria.

Per quanto riguarda Civitavecchia ricordiamo che, ad oggi, le uniche deroghe concesse dall’Unione Europea al valore di 10 microgrammi/litro sono per i comuni di Bassano Bresciano, Cava Manara, Gambolò, San Gervasio Bresciano, per valori fino a 15 microgrammi/litro, e per i comuni di Introzzo, Sueglio, Foiano della Chiana, Marciano della Chiana per valori fino a 20 microgrammi/litro.

Quindi il valore di circa 11 microgrammi/litro dichiarato dal Presidente del consorzio Medio Tirreno risulterebbe essere comunque superiore al valore consentito, seppur di poco, e potrebbe rendere necessaria un’ordinanza di non potabilità.

Volgiamo tranquillizzare i cittadini informando che, stando alle dichiarazioni dell’Assessore alle Politiche del Territorio e Tutela ambientale della Provincia di Roma, la Regione Lazio si sarebbe già attivata per chiedere al Ministero della Salute la deroga a 20 mg/l che dovrebbe scongiurare il rischio di vedersi chiudere i rubinetti.

La notizia delle nuove richieste di deroga apparirebbe confermata anche dalle dichiarazioni del Ministro della Salute, Ferruccio Fazio, che stima (a livello nazionale) “la popolazione per cui si potrebbe chiedere la deroga ammonta a 900.000 abitanti.

I tempi per l’adeguamento sarebbero comunque strettissimi poiché, nello stesso intervento, il Ministro Fazio ha dichiarato che “di concerto con il ministero dell’Ambiente sta per emanare il decreto di ricepimento della decisione europea”

Sul numero dei Comuni interessati riportiamo quanto dichiarato dall’Assessore all’Ambiente e Sviluppo sostenibile della Regione Lazio:

“In base ai dati in nostro possesso e comunicatici dai gestori, dei 91 originari, che nel 2009 avevano chiesto la deroga a 50mcg/l, 24 hanno raggiunto con le opere realizzate dai gestori e dalla Regione Lazio livelli tali da non necessitare oggi di alcuna deroga. Dei rimanenti 67 comuni, 46 hanno oggi livelli di arsenico nelle acque tra 10 e 20 mg/l con previsione di rientro al di sotto dei 10 mg /l nei prossimi 12/24 mesi e non hanno più necessità di deroga a 50 mg/l. Quindi ad oggi degli originari 91 comuni solo 21 presentano livelli di arsenico nelle acque tra 20 e 50 mg/l.”

L’assessore Mattei inoltre fa sapere che “E’ stato predisposto un piano di Protezione civile regionale per assistere immediatamente quelle popolazioni che non avranno in tempi brevi possibilità di avere acqua con livelli di arsenico inferiori a 20 mg/l”.

Ci scusiamo per la lunghezza di questo intervento che speriamo utile ed esaustivo.

Aspettiamo che il Comune di Santa Marinella renda pubblici i risultati delle analisi di controllo e ci auguriamo di poter riferire cosa succederà all’incontro del 1° Dicembre al Comune di Civitavecchia al quale, al momento, ancora non siamo stati invitati

Lascia un commento