Anatocismo bancario: una questione complessa

L’anatocismo bancario rappresenta uno dei più grandi mali del mercato creditizio italiano che ha coinvolto nel corso degli ultimi anni molte banche ed istituti di credito. L’anatocismo bancario è, senza troppi giri di parole, l’applicazione di tassi di interesse sui tassi di interesse. Ciò vuol dire che le banche hanno costretto i loro clienti a pagare più interessi del dovuto, applicando un metodo di calcolo sbagliato e ovviamente illegale.

Fortunatamente, anche grazie alla nascita dei comparatori di mutui online come SuperMoney e tanti altri, la situazione negli ultimi anni è andata via via migliorando, garantendo quella trasparenza che mancava negli anni passati. Infatti, alla fine, anche la legge italiana si è dovuta adeguare in direzione di controlli sempre più rigidi e sanzioni più severe per i trasgressori.

Anatocismo bancario: la normativa

Per contrastare questo pericoloso fenomeno, la legge di Stabilità 2014 ha introdotto il divieto di anatocismo bancario sostituendo l’art. 120 del testo unico bancario (t.u.b.), che consentiva la produzione di interessi sugli interessi passivi maturati nei contratti bancari. L’articolo 1, comma 629, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, sembra invece aver messo la parola fine a questo preoccupante fenomeno.

Grazie a questi interventi il problema dell’anatocismo bancario è stato in parte contrastato, ma non annullato del tutto. Infatti gli ultimi casi segnalati risalgono allo scorso mese di giugno e luglio, e hanno portato alla condanna diversa banche, anche se non sono poi mancati casi di istituti bancari – come Cariparma e Banca del Piemonte – a cui è stata concessa la totale assoluzione.

Come funziona esattamente l’anatocismo bancario?

L’anatocismo è vietato dal codice civile italiano che affronta questa pratica nel quarto libro, quello sulle “obbligazioni in generale”. L’articolo 1283 prevede infatti la possibilità di applicare interessi sugli interessi è previsto ma solo nel caso in cui i primi non sono stati pagati, magari perché il debitore che non riesce a tener fede alle condizioni stabilite dal contratto.

Quando l’anatocismo diventa illegale?

Per molto tempo si è discusso sui fattori che rendono illegale l’anatocismo. La svolta è però arrivata con la legge di stabilità del 2014 che ha attribuito al CICR – Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio – il compito di verificare i casi in cui l’anatocismo sia consentito. Più complessa è la situazione in Europa, dove nella maggior parte dei Paesi l’anatocismo non è considerato un reato. La questione in questo caso riguarda la contrapposizione con il principio di libera circolazione dei capitali previsto dal Trattato di Schengen. Le norme sul divieto potrebbero infatti rappresentare un ostacolo per le banche straniere che volessero offrire i loro servizi in Italia.

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