Short Stories: Domenico Iannacone, il viandante tv che non giudica mai


di Paolo M. Storani – Mi ero fermato a contemplare, magnificandole, le figure straordinarie di Sergio Endrigo e di Vittorio De Sica. A Giorgio Terruzzi, ch’è stato virtualmente il mio Virgilio per la rivisitazione del film-capolavoro «Miracolo a Milano», con le scene girate nella sua Lambrate, chiedo una precisazione.
«Cosa intendi quando scrivi, a proposito del campo di rugby di Lambrate, che vi siete ‘saccagnati’? Intendi forse ‘malmenati, pestati’ oppure ‘inzaccherati, insudiciati’; per inzaccherato intendo sporco di fango».
E Giorgio mi risponde così: «intendo segnati, segni sul corpo causa partite».
Come i segni sulle reliquie di Pasolini, in acronimo PPP, che è andato a vedere, in pellegrinaggio silenzioso, Domenico Iannacone.
Come Ettore di Bergamo ch’è andato a guarire …

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