Le pagine Facebook che incitano all’odio vanno chiuse


di Valeria Zeppilli – Il pensiero politico può essere liberamente manifestato, ma entro certi limiti: va rispettata la dignità umana e non è possibile porre in essere una qualsivoglia forma di discriminazione.
Non ha nessun dubbio in proposito il Tribunale di Roma che, con la sentenza del 24 febbraio 2020 qui sotto allegata, ha escluso che dietro la tutela della libera manifestazione del pensiero possa nascondersi la possibilità di lasciarsi andare, nel caso di specie tramite Facebook, a discorsi ostili e discriminatori. A dirlo, del resto, sono numerose fonti normative nazionali e sovranazionali, approfonditamente analizzate dalla pronuncia in commento. La diffusione di incitamenti all’odio va arginata Dovere dei social network di rimuovere i contenuti ostili Espressioni discriminat…

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