Comunicato Codici Lecce

Comunicato Codici Lecce

Il Tribunale di Lecce conferma il provvedimento di sospensione del pignoramento del libretto postale di un pensionato che vive con 578 Euro al mese, per violazione del c.d. “minimo vitale”.

Lecce, 18 maggio 2018. E’ stata resa pochi giorni fa dal Giudice dell’Esecuzione presso il Tribunale di Lecce, Avv. Giovanni Tommasi, un’ordinanza di sospensione del pignoramento del libretto postale di un pensionato, residente a Lecce, per somme superiori a Euro 143.000,00, avviata nel 2016 da Equitalia Sud S.p.a. (oggi Agenzia Entrate Riscossione).

Appaiono evidenti le motivazioni addotte dal Giudice dell’Esecuzione, trattandosi del pignoramento di un libretto aperto per ricevere una pensione INPS di Euro 578,66 mensili, unica fonte di sostentamento con la quale l’anziano, che vive da solo, doveva e deve far fronte alle proprie esigenze del vivere quotidiano.

Secondo la riforma del codice civile, introdotta con il d.l. 83/2015, la pensione può essere pignorata, nella misura di un quinto di quanto rimane della stessa dopo avere detratto una somma pari all’assegno sociale aumentato della metà, ossia il c.d. minimo vitale impignorabile che, per il 2015, equivaleva ad Euro 672,78 (oggi è pari a Euro 679,50).

Pertanto, la pensione di vecchiaia percepita dal contribuente, pari ad Euro 578,66 mensili, risultava assolutamente impignorabile e l’iniziativa esecutiva posta in essere da Equitalia illegittima, sotto il profilo probabilistico del fumus boni juris, per violazione del prefato “minimo vitale” fissato dal legislatore.

Confermando il provvedimento di sospensione reso nel giugno 2016 e assegnando il termine di 90 giorni per l’introduzione dell’eventuale fase di merito, il Giudice, ritenuto che “dall’esame dei movimenti del libretto si evince che risultano accrediti periodici dell’importo di circa euro 578,65 relativi alla pensione erogata…, certamente di importo inferiore al minimo vitale..”, ha sospeso la procedura esecutiva, consentendo così al pensionato di riappropriarsi degli importi residui sul libretto, pari a circa Euro 550.

Ribadisce l’avv. Stefano Gallotta, difensore del cittadino leccese e segretario di Codici Lecce, che “negare a un pensionato ogni minimo mezzo di sostentamento per soddisfare le proprie esigenze di vita primarie ed essenziali è contrario alla riforma codicistica del d.l. 83/2015 e, ancor prima, al dettato costituzionale e alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (Trattato di Lisbona), che garantisce il diritto all’assistenza sociale onde assicurare un’esistenza dignitosa a chi non disponga di risorse sufficienti”.



Fonte: CODICI: Comunicato Codici Lecce

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