Codici: l’Italia si adegui in fretta alle nuove regole Ue sull’acqua potabile

Codici: l'Italia si adegui in fretta alle nuove regole Ue sull'acqua potabile

L’Associazione Codici giudica positivamente le nuove norme introdotte dal Parlamento Europeo in materia di acqua potabile.

La bozza della direttiva che passerà al vaglio del Consiglio si basa, fondamentalmente, su un giro di vite per quanto riguarda gli inquinanti e su alcune disposizioni per migliorare l’accesso al servizio.

“Leggiamo dell’inasprimento per inquinanti come il piombo – dichiara il Segretario Nazionale dell’Associazione Codici Ivano Giacomelli – di nuovi limiti per gli interferenti endocrini e del monitoraggio dei livelli di microplastica nell’acqua di rubinetto. Va bene, si poteva forse imporre limiti più stringenti, ma è comunque un passo avanti. L’importante, però, è rispettare queste norme e non aggrapparsi alle deroghe. In Italia abbiamo troppi territori con limiti di potabilità a causa dell’inquinamento, bisogna migliorare questa situazione, perché non è più tollerabile”.

Quando l’acqua è potabile, capita poi che non arrivi nelle case. “Le condizioni di alcuni acquedotti – commenta Ivano Giacomelli – sono pietose. Recentemente un rapporto Accadueo ha rivelato che in Italia viene sprecata la metà dell’acqua distribuita. Nel 2017 il settore civile ha prelevato 9 miliardi di metri cubi di acqua: 8,3 miliardi sono arrivati alle reti comunali, ma nelle abitazioni ne sono giunti soltanto 4,9 miliardi. Parliamo di perdite idriche totali che raggiungono il 41,4%. Bisogna fare qualcosa – afferma il Segretario Nazionale dell’Associazione Codici – è uno spreco intollerabile, soprattutto perché magari l’acqua non arriva nelle case, ma le bollette sì, puntuali e spesso senza nemmeno tenere conto dei disservizi patiti dagli utenti”.

A proposito di distribuzione dell’acqua, nelle nuove norme varate dal Parlamento Europeo c’è anche il dovere per i Paesi di creare fontane gratuite, dove possibile, per garantire l’accesso universale all’acqua pulita e la richiesta di fornire gratuitamente, o a basso costo, l’acqua del rubinetto in ristoranti, mense e servizi di ristorazione.



Fonte: CODICI:

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