CODICI offre un’apertura ad ABI per un comportamento più collaborativo verso la risoluzione di problematiche con la clientela

CODICI offre un'apertura ad ABI per un comportamento più collaborativo verso la risoluzione di problematiche con la clientela

La situazione economica generale vede una flessione: la crescita a dir poco insoddisfacente dell’attività creditizia è una conseguenza della scarsa crescita dei consumi e del risparmio. Fenomeni accentuati in maniera drammatica nelle aree periferiche e nel Mezzogiorno.

Arduo compito quello delle Istituzioni e delle organizzazioni economiche nella gestione della attuale fase. Al di là delle statistiche ufficiali si vive un momento di blocco sempre maggiore delle attività minori che danneggia l’intera economia e, in misura maggiore, organizzazioni come le banche. La crescita insoddisfacente dell’attività creditizia è una conseguenza della scarsa crescita dei consumi e del risparmio. Fenomeni accentuati in maniera drammatica nelle aree periferiche e nel Mezzogiorno.

Di fronte a questo scenario noi di CODICI, Associazione da sempre a difesa dei Consumatori, non possiamo esimerci, nel nostro piccolo, dal fare la nostra parte.

La asimmetria informativa tra istituti creditizi e clientela oltre a costituire una forma di barbarie economica che la politica dovrebbe aver già corretto, è una causa diretta della disaffezione della clientela verso le banche. E, quindi, una causa diretta delle difficoltà in cui versa il sistema bancario italiano; difficoltà e disaffezione molto ben quantificati dalla massa abnorme di danaro parcheggiato nei conti correnti infruttiferi.

L’aver insistito su questa linea suicida da parte delle banche ci ha portato più volte nel passato a contestare le scelte dell’ABI e di molte banche italiane. Oggi anche la critica è fuori posto perché il tempo rimasto è pochissimo; serve collaborazione tra le parti per rimuovere subito le tante storture poste in essere nel recente e meno recente passato ed edificare assieme un futuro più condiviso.

In questo senso il primo passo, timido, parziale, ma doveroso è l’affidamento degli uffici reclami delle banche alle organizzazioni consumeristiche, che devono collaborare con le banche nel superamento delle criticità segnalate dalla clientela. In massimo un anno, le AACC devono individuare e preparare le persone a ciò deputate, che devono rapportarsi costruttivamente con la clientela e con le strutture delle banche. Sarà opportuno partire con alcune esperienze “pilota” nel sud, nel nord e al centro Italia, per poi passare alla generalizzazione nazionale.

È evidente che così si supererebbe una stortura inaccettabile e si sanerebbe un conflitto di interesse che da decenni andava risolto. Ma quel che più conta, si propone alla clientela una immagine più affidabile del funzionamento delle banche; immagine che andrà a beneficio proprio di queste ultime. Può apparire una rivoluzione copernicana, ma non è altro che un rimettere le “cose a posto” per promuovere il necessario rilancio dell’attività creditizia e della intermediazione del risparmio.

L’attività dell’ufficio reclami rimarrà quella che è e cioè, a tutto campo, con intento “preventivo” e con lo scopo di evitare la nascita delle criticità e delle contrapposizioni che spesso sfociano in azioni legali. Quindi un intento sostanzialmente ed esclusivamente collaborativo in grado di alleviare, fluidificare e semplificare anche i rapporti gerarchici interni agli istituti bancari.

“Si tratta della prima mossa di un ben più ambizioso processo di rilancio della nostra economia- afferma il Segretario Nazionale di CODICI Ivano Giacomelli – che dovrà coinvolgere tutti noi e che ci auguriamo possa trovare appoggio anche da parte di chi oggi occupa le Istituzioni pubbliche”.



Fonte: CODICI:

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