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Servizio Sanitario Nazionale: vent’anni anni di sprechi e privilegi hanno spogliato il diritto alla salute dei cittadini

Servizio Sanitario Nazionale: vent'anni anni di sprechi e privilegi hanno spogliato il diritto alla salute dei cittadini
Per CODICI occorre riportare al centro i bisogni degli utenti e non degli operatori che hanno la responsabilità di questo decadimento del servizio sanitario
L’Associazione CODICI ha tra i principali obiettivi quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della Salute, attraverso varie Campagne di cui si fa portavoce, per assistere e affiancare i cittadini nella quotidiana battaglia per il riconoscimento del diritto alle cure.
Lo stato in cui versa oggi il Servizio Sanitario Nazionale è una diretta conseguenza del lavoro svolto, a partire dal 1992 in poi, da tutti i Governi per destituire sistematicamente quella che è stata per anni un’eccellenza nel nostro Paese, con una serie di servizi altamente competitivi in fatto di protezione della salute.
L’Associazione CODICI sente la necessità di recuperare quel ruolo e quelle funzioni che hanno ispirato la nascita stessa del SSN che, allo stato attuale dei fatti, è depauperato da gestioni scriteriate. La situazione in cui versa il Servizio Sanitario Nazionale, come più volte segnala la nostra Associazione CODICI, tra casi di malasanità, liste d’attesa interminabili e Ospedali affollati, ha portato la diretta conseguenza di un aumento considerevole del numero di italiani che si rivolge a strutture private, pur di accedere alle prestazioni sanitarie in tempi ragionevoli. Lo stato d’emergenza dell’assistenza sanitaria pubblica, specie nel Lazio e al Sud, porta inevitabilmente a rivolgersi a strutture private, anche per coloro che non ne hanno le possibilità economiche, con il risultato che sono sempre di più gli italiani che si indebitano per avere accesso alle cure.  Solo nell’arco dell’ultimo anno sono stati 44 milioni gli italiani che hanno fatto ricorso ai propri risparmi per pagare prestazioni sanitarie per intero o, in parte, con il ticket. Dunque è appurato che gli italiani finiscono per indebitarsi per pagare la sanità. Ben 7 milioni di italiani nell’ultimo anno si sono indebitati e 2,8 milioni hanno dovuto fare ricorso ai propri risparmi. Dalla ricerca, inoltre, emerge che il 47% degli italiani taglia le altre voci di spesa per far fronte alla sanità.
La capacità di mettere a disposizione un buon servizio sanitario pubblico è da sempre un criterio per stabilire quanta attenzione il Governo riservi nei confronti dei cittadini, il cosiddetto welfare, ma in questi anni si è volontariamente lavorato per disarticolare e distruggere il sistema di protezione sociale.
 
“Rilanciare il Servizio Sanitario mettendo al centro i bisogni del cittadino, facendo lavorare di più gli operatori sanitari, in particolar modo, i medici” – questa l’emergenza a cui si deve fare fronte, secondo il Segretario Nazionale dell’Associazione CODICI, Ivano Giacomelli –  Una categoria, quella dei medici ospedalieri, che con le pretese professionali ha progressivamente dissanguato il SSN. Va bene rilanciare il settore, ma ognuno si assuma le sue responsabilità, tenendo conto che ai cittadini che pagano le tasse deve essere assicurato un servizio congruo.  Per ora – continua Giacomelli – l’urgenza è quella di ristabilire un minimo di funzionalità e imparzialità pesantemente pregiudicata dal precedente Ministro Lorenzin, attraverso il coinvolgimento più diretto delle rappresentanze vere degli utenti e dei malati”.
 
Ricordiamo che CODICI assiste i cittadini con le varie Campagne sulla Sanità: “Indignamoci”, “Riprendiamoci la salute”, “Piaghe da decubito”.
Pertanto i cittadini possono contattarci allo 06.5571996 o scriverci a segreteria.sportello@codici.org.



Fonte: CODICI:

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