Ultime Notizie

Codici chiede la riforma dei Tribunali Amministrativi Regionali (TAR)

Codici chiede la riforma dei Tribunali Amministrativi Regionali (TAR)
L’Associazione CODICI, nel lontano 2006, ha impugnato una delibera sull’approvazione di un contratto di servizio per l’affidamento dell’illuminazione da parte di Acea, il cui ricorso presentato al Tar del Lazio, notoriamente uno dei più lenti d’Italia, ha ricevuto risposta dopo ben undici anni.
Noi di CODICI, che ci battiamo ogni giorno a tutela dei cittadini e dei consumatori, siamo consapevoli di quanto siano importanti i tempi della giustizia per portare fino in fondo determinate battaglie. D’altra parte è fondamentale che il cittadino non perda fiducia nelle Istituzioni e nel sistema giudiziario. Riteniamo assurdo che la risposta del Tar arrivi a distanza di così tanti anni.
La lentezza amministrativa nel produrre una risposta da parte del Tar è ancora più grave se si considera il fatto che l’udienza è stata fissata per gennaio 2019, questo significa che si dovranno attendere ancora sette mesi.
Come potrà il Tar pronunciarsi su un contratto che è ormai inefficace, dato che nell’arco di questi undici anni saranno sicuramente subentrati altri contratti, e quindi non sarà più nemmeno in essere quello contestato? La delibera è stata impugnata nel 2006 ed iscritta al ruolo nel 2007.
Il Tar sistematicamente viola il diritto al giusto processo: sono passati undici anni, pertanto ha deliberatamente impedito di avere giustizia in tempi ragionevoli.
E’ pertanto assolutamente necessario prendere provvedimenti nei confronti del Tar e rivedere in toto la loro organizzazione e gestione.
In Italia, i tempi della giustizia sono particolarmente lunghi rispetto ad altri Paesi: in media ci vogliono 1120 giorni per portare a termine una causa civile.
Il Tar è un Tribunale amministrativo di primo grado, quindi i giudici del Tar decidono in prima istanza ed emettono sentenze di primo grado.
Ci sono dei tempi massimi entro cui si possono presentare ricorsi davanti ai giudici del Tar: entro 60 giorni dalla notifica o dalla pubblicazione dell’atto amministrativo che vogliamo impugnare.
Il risarcimento danni si può fare entro 120 giorni dalla data in cui si viene a conoscenza dell’atto.
Talvolta i tempi del Tar sono talmente lunghi che raggiungono quelli del processo civile.
Se dal decorso del tempo può derivare un pregiudizio grave agli interessi del ricorrente e la pretesa avanzata da questi supera un vaglio di “verosomiglianza”, il giudice può concedere in regime d’urgenza (e quindi in tempi molto brevi) provvedimenti provvisori che evitino il danno.
“L’Italia si conferma fanalino di coda nella Unione Europea per i tempi d’attesa della giustizia – ha dichiarato il Segretario Nazionale di CODICI Ivano Giacomelli – occorre meno tempo per raggiungere decisioni di primo grado. Per questo la nostra Associazione chiede una riforma dei Tribunali Amministrativi, che vada nella direzione di ridurre sensibilmente i tempi di risposta e produrre un lavoro più efficace per i cittadini” ha concluso il Segretario Nazionale di CODICI.
I tempi della giustizia italiana sono particolarmente lunghi e una situazione del genere fa dell’Italia il secondo Paese più lento dell’UE per pronunciamenti di prima e seconda istanza, subito dopo la Grecia, e primo per quelli di ultima istanza.
Questi dati influiscono sia sulla percezione dei cittadini, che di fronte a tali attese perdono fiducia nel sistema giudiziario, che sugli accordi economici tra gli Stati.
Ricordiamo che il nostro Paese riceve copiosi fondi europei per modernizzare il proprio sistema giudiziario. Ad esempio, il programma relativo al periodo 2007-2023, prevede un ammontare pari a 900 milioni di euro, che dovrebbero esseri destinati a: velocizzare l’iter giudiziario, ristrutturare le infrastrutture fisiche, digitalizzare le attività dell’amministrazione.



Fonte: CODICI: Codici chiede la riforma dei Tribunali Amministrativi Regionali (TAR)

Powered by WPeMatico

E tu? Dicci come la pensi