Civitavecchia: Sindaco, perché non tassare anche scarpe e vestiti?

Interveniamo, a margine della discussione sulle imposte richieste ai commercianti per la pubblicità perché ci sono stati segnalati alcuni casi piuttosto singolari che ci piacerebbe il Sindaco spiegasse.

Nella “foga impositiva” dimostrata da questa Giunta, infatti, ci è stato segnalato come si fosse arrivato a richiedere la tassazione anche per i cartelli esposti dalle Agenzie Immobiliari con l’indicazione delle case in vendita o in affitto, oppure ad alcuni bar che esponevano cartelli con le varie tipologie di caffè disponibili.

Ma chiediamoci: perché questi esercenti espongono questi cartelli? Perché, ovviamente, le agenzie immobiliari non possono esporre in vetrina direttamente gli immobili, o i bar esporre direttamente in vetrina il caffè allo zenzero confidando sull’ottimo olfatto dei passanti per coglierne il particolare odore.

Ora perché un negozio di abbigliamento può esporre tranquillamente le scarpe o i vestiti che propone per la vendita, ed altre tipologie di esercizi commerciali non devono avere la stessa opportunità?

Questi costi aggiuntivi poi, su chi pensate vengano scaricati, se non sui consumatori che acquistano da questi negozi?

Temiamo, come messo nel titolo, che il Sindaco coglierà l’occasione per tassare anche scarpe, vestiti e quant’altro sia esposto in una vetrina, ma in realtà speriamo che questa tassa venga applicata in maniera giusta e ragionata, e non chiedendo “Un Fiorino” a prescindere, come il Gabelliere del film “Non ci resta che piangere”

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