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Servizi sociali Le nostre critiche trovano conferma nella sentenza della Corte di Cassazione

Servizi sociali Le nostre critiche trovano conferma nella sentenza della Corte di Cassazione
Sulla vicenda di Pescara la corte di Cassazione si scaglia contro l’operato degli assistenti sociali e la decisione di rendere adottabile un bambino.

La Cassazione è intervenuta, senza mezzi termini, sull’inoperosità dei servizi sociali, ribaltando le sentenze emesse nei due gradi di giudizio precedenti.

Protagonista della vicenda è una giovane donna sudamericana che, una volta in Italia, si ritrova a fare i conti con una storia violenta, la nascita di un figlio e una separazione travagliata che l’ha portata a vivere in una situazione di estrema difficoltà economica.

L’episodio, sì grave, è stato chiaramente dettato dal disagio in cui era costretta a vivere, a seguito di spiacevoli eventi.
E invece di darle sostegno ed aiuto, ha ricevuto la “sentenza” più grave per una mamma: l’allontamento dal suo bambino e la decisione di renderlo adottabile.

La sentenza della Cassazione bastona fortemente l’operato dei servizi sociali: non solo non hanno saputo aiutare una mamma in difficoltà, non adottando alcuna misura di sostegno economico e psicologico, ma hanno attuato, con relazioni superficiali, un provvedimento “grave e invasivo” attraverso il prelievo forzato del minore, dimostrando ancora una volta una “ingerenza ingiustificata e sproporzionata del potere pubblico” nella vita famigliare.

A causa di soluzioni adottate superficialmente dagli assistenti sociali si è determinata una forte discriminazione economica che non può essere motivo di allontamento (legge 149/2001, art.2) nè dovrebbe dare il via libera all’adottabilità.

“E’ inaccettabile che, in presenza di un nucleo familiare che versa in gravi condizioni economiche, come sempre avviene in Italia, invece che sostenere economicamente questa madre rimasta sola a doversi occupare del suo bambino, si opta per il prelievo coatto e l’allontamento” – dichiara Ivano Giacomelli, segretario Nazionale Codici, che aggiunge – “Gli assistenti sociali, che ormai hanno reso consuetudine una misura che dovrebbe essere eccezionale, quale l’allontamento dei minori, farebbero bene ad abbandonare le proprie scrivanie e le loro relazioni e a stare più sul campo”.

Rimaniamo inoltre a disposizione per le vostre segnalazioni ai seguenti link:

http://codici.org/voglio-papa.html
http://codici.org/le-rubriche/legalita/codici-campagna-voglio-papa-la-via-europea-alla-giustizia-dei-padri.html
http://codici.org/component/k2/codici-denuncia-la-distorsione-delle-consulenze-tecniche-in-tema-di-separazione-dei-genitori-ed-affidamento-dei-figli-e-i-suggerimenti-degli-studi-legali-il-consiglio-superiore-della-magistratura-intervenga.html



Fonte: CODICI: Servizi sociali Le nostre critiche trovano conferma nella sentenza della Corte di Cassazione

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